Nightmares of the Concentration Camp | Accademia Teatrale di Roma Sofia Amendolea

Nightmares of the Concentration Camp | Accademia Teatrale di Roma Sofia Amendolea

Nightmares of the Concentration Camp | Accademia Teatrale di Roma Sofia Amendolea

Roma (Italia) | Accademia Teatrale di Roma Sofia Amendolea

TEATRO FURIO CAMILLO – Roma – Via Camilla 44
Sabato 6 Giugno 2009 ore 21.00

Accademia Teatrale di Roma Sofia Amendolea

Roma – Italia

presenta

Nightmares of the Concentration Camp

– Spettacolo Fuori Concorso –

regia
Fabio Omodei

costumes
A Cura Degli Allievi Di I° Livello Guidati Da Monica Raponi

consulenza artistica
Paolo Alessandri
Lina Bracaglia
Monica Raponi

foto
Fabio Barbati

sound fx
Simone Fraschetti

con
Ilaria Andaloro
Tatjana Callegari
Irene Faccio
Irene Fiasconaro
Simone Fraschetti
Ramona Genna
Ruggero Lorefice
Chiara Marchetti
Valeria Nardella

“Nightmares of the Concentration Camp” racconta la storia attraverso gli occhi di Adolf Eichmann (tenente-colonnello delle SS che nel corso della “soluzione finale” organizzò il traffico ferroviario che trasportava gli ebrei ai vari campi di concentramento) catturato dagli agenti del Mossad in Argentina e condotto a Israele per essere processato.

Le scene inerenti il processo sono scritte rispettando gli atti e le testimonianze del Processo all’ufficiale nazista tenutosi nel 1960 e costituiscono il filo conduttore della storia e la linea temporale principale da cui si dipartono flashback nel campo di sterminio; qui si sviluppano le vicende di cinque deportati, tra cui i tre agenti del Mossad, e di una Kapò che tentano di fuggire.

Fulcro del lavoro registico è stato, l’indagine psicologica compiuta per mezzo di improvvisazioni emotive e drammatizzazioni corporee.

Lo spettacolo non si propone di ricostruire la vita nel Lager come cronaca storica; scopo principale è dar vita agli aspetti più irrazionali ed istintivi del dolore.

L’INCUBO diviene sospensione della realtà, sostituzione della quotidianità con una realtà mostruosa oltre l’immaginazione, una realtà non tangibile a cui, forse, è preferibile la morte.