ROMATEATROFESTIVAL GIUNGE AL CAPOLINEA

Un altro viaggio nel mondo del teatro giunge al termine. Grande cerimonia e tante emozioni.

ROMA – Il 16 giugno, presso il Teatro Colosseo, l’avventura teatrale (iniziata il 5 giugno) del Romateatrofestival volge al termine. Il teatro è gremito di gente. Le compagnie che hanno intrapreso questo viaggio, accompagnate dai loro rispettivi registi, la giuria, gli organizzatori, gli spettatori più curiosi, si riuniscono per premiare i meritevoli. Miglior spettacolo, miglior regia, migliori coreografie, miglior attrice, miglior attore, miglior voce, migliori scenografie, queste le categorie prese in considerazione; premio: un’opera d’arte (Gemini d’Oro) realizzata da Tommaso Garavini, la cui ricerca è spesso rivolta alla tensione emotiva, grafica e materica. Gli organizzatori, addetti alla presentazione della serata e alla consegna dei premi, sono emozionati quanto i candidati. Tutti sono in trepidante attesa. Dopo una lunga presentazione, volta a spiegare ancora una volta gli obiettivi e l’intento del festival, giunge il momento catartico: bisogna consegnare i premi e il presentatore, Fabio Omodei, rompe il ghiaccio invitando sul palco la vincitrice del Gemini come miglior voce. Adolphine Kalumbo, attrice de “Il verbo degli invisibili”, spettacolo organizzato dal C.I.R.(membro dell’European Council on Refugees and Exiles) sale sul palco, non riesce a contenere le lacrime e dice: “Per due anni ho usato la mia voce solo per piangere”. Un groviglio di emozioni si diffonde e crea un’atmosfera unica ed insostituibile tra palco e platea. Adesso nessuno può più contenere le lacrime. E Per ogni premio le sensazioni provate saranno pressocchè identiche. I presentatori, materialmente vicini a tutti coloro che salgono sul palco per provare almeno una volta nella vita il brivido di sentirsi gratificati, rischiano di non arrivare all’ultimo premio per il troppo entusiasmo. Il Premio Sofia Amendolea, dedicato ad un’attrice scomparsa prematuramente e ricordata durante la cerimonia con un’intensa e commovente lettera, attrice ed insegnante di teatro e di vita, viene assegnato all’interprete più grintosa. Premio speciale anche quello per Miglior Stile in Scena. Ma non poteva mancare un premio per l’ospite d’onore, Halina Kasjaniuk, direttrice del Festival Internazionale di Zderzania. Da non dimenticare la Medaglia di Bronzo del Senato della Repubblica Italiana e la Medaglia d’Argento della Camera dei Deputati (grazie all’adesione che Romateatrofestival ha ottenuto dal Presidente della Repubblica Italiana), rivolte ai bravi vincitori del festival. Non c’è stato un attimo di tregua per i presenti. Gli attori e i registi, ovviamente fremono di sapere chi siano i vincitori, ad ogni candidatura corrisponde l’attimo di panico; gli organizzatori, invece, mostrano entusiasmo nel consegnare premi a persone con cui hanno condiviso per dodici giorni un’esperienza di vita; il resto degli spettatori non può far altro che restare imprigionato nella trappola del sentimento. La Compagnia Teatrale Legge 180 ancora una volta è giunta al traguardo con un successo strepitoso. Non è da tutti lottare con tanta forza, anche contro se stessi, per realizzare un progetto che fino a qualche anno prima era stato solo un sogno. Ma la specialità della loro iniziativa sta nel fatto che questo sogno realizzato sta realizzando anche i sogni altrui e credo che niente al mondo possa raggiungere lo stesso livello di altruismo e generosità.

Valeria Nardella    

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